Scafo Armstrong


Un'immagine dello scafo con fasciame ultimato dell'Armstrong 12,80. La struttura con questo tipo di costruzione è molto resistente con delle prestazioni strutturali superiori a quelle della vetroresina di cui non ha i classici problemi di osmosi. Il materiale usato (compensato marino) consente una manutenzione molto ridotta rispetto al classico fasciame in legno. L'imbarcazione viene costruita rovesciata su di uno scalo in acciaio, montate le ordinate vengono rivestite con il compensato che ha la funzione del fasciame. Una volta ultimato, lo scafo viene capovolto per costruire le parti interne, il ponte e le sovrastrutture.

Varianti Armstrong 12,80


Queste sono le varianti previste per l'Armstrong 12,80. Come per tutta la gamma Armstrong sono previste versioni aventi come base lo scafo. Le esigenze sono le più diverse e noi siamo in grado di personalizzare completamente le imbarcazioni. Anche come barca da lavoro.

Armstrong 12,80: quando il piccolo diventa grande

Stavolta la Sibma Navale di Imperia l’ha fatta grossa. Dopo l’Armstrong 10, la più interessante “pocket classic family boat” in legno degli ultimi anni, è nato l’Armstrong 12,80, anch’esso realizzato con il più nobile dei materiali. Il progettista è sempre lo stesso: Mario Quaranta, titolare del cantiere Sibma Navale con sedi a Torino e Dolcedo, località dell’entroterra ligure alle spalle di Imperia. Mario Quaranta, degno figlio di Ernesto, fondatore nel 1962 dell’attività di famiglia, è molto conosciuto e stimato nel mondo della nautica in legno e in quello dei restauri di barche d’epoca. Una delle ragioni è che non si limita a disegnare e dirigere, ma partecipa attivamente alle costruzioni, sporcandosi le mani di colla e segatura come si conviene a chi ama in maniera viscerale questo mestiere.

La costruzione della nuova imbarcazione è iniziata verso la fine del 2006 e si è conclusa nel luglio del 2007. Rispetto al più piccolo Armstrong, il 12,80 offre una maggiore abitabilità, grandi spazi in coperta e più posti letto e una cabina di poppa a tutto baglio che è una vera e propria suite. Anche in questo caso la carena è dislocante a V profondo nella parte prodiera. Per la sua costruzione si è partiti da una chiglia in mogano e iroko, attorno alla quale è stata realizzata un’ossatura composta da ordinate in frassino e correnti in lamellare di mogano, che è stata ricoperta da un triplo fasciame in superlamellare di mogano Sapelli.

La coperta è invece realizzata con fogli di compensato marino di mogano da 15 millimetri, sui quali sono state posate doghe di teak di 12 millimetri di spessore. Per gli incollaggi e le saturazioni è stata utilizzataresina epossidica SP System. Come nelle barche di ispirazione nordica, sulla tuga è presente un alberetto in silver spruce alto 5,80 metri, dotato di randa bermudiana di 8 metri quadrati di superficie. Se alla fonda la randa contribuisce a smorzare il rollìo e a mantenere la prua al vento, in navigazione, con venti al traverso, la vela può fornire un’ulteriore spinta propulsiva.

Perfettamente omogeneo e senza aloni l’antisdrucciolo steso sulle tughe e composto di polvere di marmo soffiato su una pellicola di resina epossidica fresca. L’Armstrong 12,80 può essere definito come una casa sul mare, odorosa di legno, da vivere tutto l’anno grazie ai generosi volumi in tutti gli ambienti grazie a un’altezza compresa tra 2 e 2,08 metri. Gli interni, con sei posti letto e due bagni, sono realizzati in superlamellare di mogano. Il pagliolato è in finto teak, molto pratico e calpestabile anche con gli scarponi da montagna. In alternativa è possibile commissionare la posa di un pagliolato in mogano. In tutti i locali i cielini verniciati di bianco si contrappongono piacevolmente ai bagli in mogano lamellare lasciati a vista.

A bordo è installato un impianto di riscaldamento. Manca l’aria condizionata, ma, anche sotto il sole più cocente, gli interni si mantengono sempre freschi e arieggiati. Notevole, ben tre metri cubi, lo spazio a disposizione sotto il quadrato per lo stivaggio di materiali e attrezzature. Molte le caratteristiche che fanno dell’Armstrong 12,80 una imbarcazione curata e riuscita; dal grande pozzetto dotato di tavolo centrale agli ampi prendisole, dal tendalino retto da una struttura metallica al tender, che viene alato e varato tramite la passerella elettroidraulica, ai due gavoni che, sempre in pozzetto, possono accogliere un generatore, alla battagliola solida e di altezza generosa. Dunque, una barca ben realizzata, adatta a navigazioni con ogni tempo, senza troppi fronzoli, ma dotata di tutto quanto realmente serve.

L’Armstrong 12,80 è indicato per una famiglia che voglia vivere il mare senza sottostare alla moda, che impone scafi di linee quasi ovoidali, e alle proposte del grande mercato, dove sembra comandare la velocità massima. Ma cosa riserva per il futuro il cantiere di Mario Quaranta? Oggi, con varo previsto nel marzo del 2009, si lavora su un altro Armstrong lungo, questa volta, 13,80 metri e caratterizzato da propulsione ibrida. A bordo verrà infatti montato un diesel da 270 cavalli e due propulsori elettrici che avranno una potenza totale di circa 30 kW di potenza e che permetteranno di navigare per quattro ore e mezza alla velocità di circa 6 nodi. Nel frattempo l’Armstrong 12,80, di proprietà di un armatore ligure, si prepara a partecipare al raduno di motoryacht d’epoca e classici, programmato a Imperia-Oneglia per il settembre del 2009. Andate a visitarlo, ma, come per l’Armstrong 10, sappiate che barche come queste suscitano sentimenti estremi. Ma se è amore, le si ama alla follia.

Paolo Maccione. Giornalista pubblicista

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